Cinque lettere per "Il deserto rosso"

Antonioni mi comunicò che avrebbe dato al personaggio protagonista del suo prossimo film (“Il Deserto Rosso”) il mio cognome.
Risposi con cinque lettere:



1

Caro Michelangelo,
sono stato a pensare tutta questa settimana alla proposta che mi hai fatto tramite Monica. Volevo quasi prendere l'aereo per un giorno per venirtene a parlare, perché mi par di non poter decidere così sui due piedi e soprattutto sapendo così poco sulla trama di questa tua ultima sceneggiatura.
Non ti nasconderò che non mi sarà facile dirti di sì. Da un lato c'è il problema della mia posizione professionale, sai, soprattutto dopo questi scandali e questo "giallo in farmacia", mi spiacerebbe mettermi troppo in vista. Il mio Presidente tra l'altro non la prenderebbe certamente bene (lui che ci tiene tanto a mettere in vista sé stesso).
Poi, sai, non vorrei nemmeno espormi a critiche, si fa presto ad attribuirmi delle velleità in un campo così scandalistico come è quello del cinema. Colleghi e concorrenti ne approfitterebbero ai miei danno senza darmi possibilità di difesa.
Last but not least, non ci hai detto niente della sceneggiatura. Sai, ne ho sentite tante a destra e a sinistra sulla "Notte" e sull'"Eclisse" che, francamente, vorrei vederci chiaro prima. In fondo è semplice: mi mandi per espresso la sceneggiatura, io me la leggo e ti faccio le mie osservazioni. Poi se ti va si combina e sennò... pazienza. Vedi, non è cattiva volontà o mancanza di fiducia, ma io ho una reputazione da mantenere e se ci dovesse scappare una topica, chi la rimedia?


2

Caro Michelangelo,
la carissima Monica mi ha voluto partecipare personalmente la grande notizia.
Michele, sei stato un angelo a pensare a me.
Figurati l'invidia degli amici, ne ho un gran gusto. A proposito, dimmi subito quando ci sarà la prima. Ho pensato che potrei in quell'occasione, non so, con una conferenza stampa o con una distribuzione di una breve nota su di me, accompagnata da una foto, rivelare il vero volto del protagonista.
Scrivimi subito cosa te ne pare.


3

Caro dottore,
la gentile signorina Vitti ha voluto sondare la mia disponibilità a prestare il mio nome e un chiaro riferimento ai miei natali ad una Sua produzione cinematografica.
La Sua cortesia nel pensare a me è stata molto gradita ben consapevole dei vantaggi che la Sua scelta ha tenuto in debita considerazione.
Premetto che se fosse trattato esclusivamente di me, io Le avrei fatto volentieri dono del mio nome, con sincero affetto.
Ma, vede, ho famiglia e bambini che vanno a scuola. Ora, Lei si domanderà che cosa c'entrano i bambini? E sì che c'entrano.
Quando nell'ambiente della scuola si diffondesse la notizia che un genitore, finora modesto professionista, adisce alle glorie dello schermo, l'avidità dei patronati scolastici e delle istituzioni non mi darebbe più requie.
E allora, spese di beneficenza, sussidio per la refezione, sussidio per la calefazione e via dicendo non avrebbero più fine.
Non Le parlo poi della mia Signora, abituata alla modestia e alla parsimonia, la quale dovrebbe adeguarsi, guardaroba compreso, alle nuove esigenze di persona in vista.
Il fisco stesso, finora molto comprensivo nei miei riguardi, infierirebbe sulle mie misurate entrate in forma insostenibile.
Insomma, caro dottore, io so che la cifra che Le sto per chiedere è per Lei insignificante e soprattutto per i Suoi produttori la cui solvibilità è arcinota.
Ed è per questo che prendo l'ardire di formularLe una richiesta di indennizzo di Lire 7.346.660.- come da preventivo allegato.

Con distinti ossequi
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PREVENTIVO

Cessione di un nome di qualità centroeuropea e di pronuncia scorrevole ...... 1.275.000

Titolo professionale accessorio munito di certificato di garanzia di Politecnico Svizzero ...... 3.970.000

Manleva di ogni reclamo o pretesa di eventuali terzi aventi diritto, liquidata forfettariamente ......... 2.000.000

Concessione temporanea di sfruttamento del nome e del titolo di cui sopra ...... 77.000

Spese varie e postali ...... 27.660

IGE in abbonamento

totale ............ 7.346.660


4

Pratica : Zeller - Nome patronimico.

Egregio dottore,
il cliente emarginato, Suo e mio amico, mi passa una pratica che La riguarda e relativa a una richiesta, da Lei avanzata, di uso di patronimico in una Sua elaboranda pellicola. Pur conscio che il successo del lavoro da Lei intrapreso dovrebbe togliere ogni dubbio in ordine ad ogni discredito che mai sarebbe patito dal mio rappresentato, pur tuttavia la possibilità che ciò possa inopinatamente avvenire bastevolmente residua "in animo" al sovramenzionato in misura tale da aver giustificato il mio intervento. Intervento che io spiego mio malgrado per diffidarLa (il che faccio con questa mia) ad astenersi dal credere di poter essere autorizzato all'impiego richiesto. Ciò infatti costituirebbe una patente violazione del diritto al nome, personalissimo anche se sommariamente immateriale, e mi costringerebbe a quelle inibitorie, impugnative e tutele tutte, insomma, che Ella conosce possono trarre argomento e muovere dalla Legge sul diritto di Autore e dal Codice patrio.
Voglia in proposito assicurarmi di quanto io Le chiedo e diffido entro dieci giorni da oggi decorrenti: in difetto di che sarò costretto alla miglior tutela, in via dichiarativa e preventiva, delle ragioni tutte del mio cliente, in ogni competente sede.

N.B.
Non trovi inadeguata a questa disadorna sede la preghiera che, non già come uomo di Legge, ma come fervente ammiratore Le faccio, di porgere alla Signorina Vitti, al cui fianco Ella ha il grande privilegio di vivere e che io devotamente seguo ai margini dei rotocalchi nonché con desiderio pudico nel buio delle sale cinematografiche, i sensi del mio più deferente ossequio e della mia più appassionata ammirazione.


5

Caro Michelangelo,
l'altra sera, in una stretta cerchia di amici, ho visto il Livio che ci ha fatto sapere, con perfida indifferenza, che tu gli avevi offerto una parte breve, ma molto intensa, nel suo nuovo film.
Non solo, ma si tratterebbe anche di una collaborazione sul piano artistico e, soprattutto-se ho capito bene- nella definizione del profilo psicologico di un interprete chiave della tua vicenda.
Sinceramente parlando sono stato assai sorpreso e un po' avvilito all'idea che tu abbia preferito la collaborazione del Livio di cui tutti conosciamo i limiti.
Senza voler infierire sai bene che ha una preparazione scarsa e che manca di quella preparazione universale che, sola, permette di cogliere l'essenza della condizione umana. Inoltre è un uomo totalmente, ma totalmente privo di spirito e ciò basterebbe da solo a squalificarlo. E poi, se ti serviva un ingegnere, non lo sono forse anch'io?
Francamente avevo pensato che tra di noi ci fosse stato un incontro sul piano dello spirito della speculazione estetica e che un nostro sforzo comune avrebbe potuto creare un giorno qualcosa. Mi spiace, ma questo non potrà più essere perché questa tua scelta ha per me un significato ben preciso.
Tuo
                     Lulu'

Idrogeno e setacci